A tal riguardo, per i profili di sua competenza, il Ministero della salute ha evidenziato che sono in corso i lavori del tavolo di consultazione permanente sull’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008 e del Comitato paritetico per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. In particolare, il suddetto Dicastero, ha rappresentato che il 15 gennaio 2019 si è svolta l’ultima riunione plenaria che ha tracciato un focus sulle principali da sviluppare, individuandole nella revisione degli accordi Conferenza Stato-regioni e unificata; nel monitoraggio dei cambiamenti del settore e nella ripresa di un governo strategico della problematica gestione delle REMS che, giova ricordare, esulano dalla sfera di competenza di questo Dicastero, ai sensi del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. Al fine di migliorare il servizio e le condizioni di lavoro degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, questa Amministrazione sta attuando una serie di iniziative all’uopo indirizzate, tra cui l’approvvigionamento, nei limiti della disponibilità finanziaria sul capitolo competente, di nuovi equipaggiamenti, in sostituzione e/o integrazione di quelli già in uso , nonché l’approvvigionamento, in via sperimentale, di innovativi equipaggiamenti atti al contenimento senza pregiudizio per l’operatore penitenziario . Altri equipaggiamenti sono allo studio per l’anno in corso (es. prodotti paracolpi, scudi curvi, maschere facciali); il tutto finalizzato a migliorare le condizioni lavorative del personale di Polizia penitenziaria con l’obbiettivo di ridurre gli eventi critici. Con il P.C.D. 18 aprile 2019 è stato istituito il gruppo di lavoro per l’elaborazione di proposte organiche finalizzate all’individuazione di nuove piante organiche del personale del Corpo di polizia penitenziaria e per l’individuazione di strumenti organizzativi finalizzati a una migliore gestione degli eventi critici in ambito penitenziario, del quale fanno parte esperti in materia di esecuzione penitenziaria, che prestano servizio in sedi operative e scuole di formazione sparse su tutto il territorio nazionale. Si evidenzia in proposito che già la circolare 26 maggio 2015 relativa agli eventi critici ha specificato che devono essere previsti, nell’ambito delle unità operative di cui al decreto del Presidente della repubblica 15 febbraio 1999, n.

82, un servizio di controllo che intervenga in caso di bisogno del personale in servizio, nonché la creazione di sezioni ex articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000, attraverso disposizioni indirizzate alle articolazioni periferiche e volte ad individuare alcune sezioni appositamente dedicate, nelle quali allocare i detenuti non ancora pronti al regime aperto, ovvero che si rivelano incompatibili con lo stesso. Al fine di riorganizzare il circuito alta sicurezza e con l’intento di addivenire a una migliore perequazione della popolazione detenuta, sia con la deflazione delle sedi penitenziarie del sud Italia che con l’allontanamento dei detenuti appartenenti alla criminalità organizzata dai territori di radicamento e attività del sodalizio mafioso di appartenenza, su disposizione del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, a partire dal mese di giugno 2019, due sezioni del terzo piano della casa circondariale di Rovigo sono state destinate al circuito Alta sicurezza. A tal uopo, attesa la necessità di reperire nuovi spazi detentivi da destinare al circuito alta sicurezza 3 e deflazionare le sedi penitenziarie del sud Italia, anche favorendo l’allontanamento dei detenuti appartenenti alla criminalità organizzata dai territori di radicamento e attività del sodalizio mafioso di appartenenza, nei mesi di giugno e luglio 2019, è stato disposto il trasferimento di n.

Se, poi, il genitore è straniero, andiamo a controllare il permesso di soggiorno e glielo revochiamo. Il Prefetto già nei giorni scorsi aveva «invocato» il lockdown, dopo che con l’avvio della zona gialla tra Venezia e Mestre si erano creati molti assembramenti in corrispondenza di alcuni locali. «Più di quello che stiamo facendo non possiamo fare, se c’è qualcosa che si può fare non tocca alle forze dell’ordine – dice -. Tocca ai ragazzi capire che non devono fare certe cose e se non lo capiscono serve il lockdown, l’unica maniera per far comprendere che non si va avanti così è chiuderli dentro casa». quali iniziative di competenza abbia messo in atto ad oggi e quali ritenga di adottare nel corso dei prossimi mesi, al fine di arrivare a garantire a Chico Forti non solo un giusto processo, ma anche la piena libertà. nel mese di febbraio 2019 ha avuto inizio il «Progetto di intrattenimento di figli di genitori detenuti», organizzato dal gruppo Scout AGESCI di Rovigo.

  • La nostra ambasciata a Londra, in particolare, è da più di un anno impegnata in una capillare azione informativa in tutto il Paese, sia attraverso i media nazionali sia attraverso iniziative ad hoc organizzate sul territorio con la collaborazione di associazioni ed enti locali.
  • Di fatto, solo di recente il carcere di Rovigo è stato interessato dalla presenza di detenuti di alta sicurezza e sarà prerogativa di questa Amministrazione valutare la possibilità, congiuntamente con i referenti Asl locali, avviare le procedure per l’attivazione di un reparto di medicina protetta presso l’ospedale cittadino.
  • Per i detenuti di fede ortodossa accede in istituto, con cadenza settimanale, un sacerdote ai sensi dell’articolo 17 dell’Ordinamento penitenziario, che effettua colloqui individuali e di gruppo con i detenuti che ne fanno richiesta.
  • L’utilizzazione di tali strutture offre ai detenuti ricoverati tutti i servizi specialistici presenti nel nosocomio, attraverso la collaborazione delle altre unità operative dell’ospedale di appartenenza, in condizioni di elevata sicurezza, e determina l’effettiva contrazione delle risorse di polizia penitenziaria che si renderebbero necessarie per i piantonamenti in tali luoghi.
  • Secondo quanto previsto dalla convenzione istitutiva, l’Assemblea generale prende la decisione finale con un voto a maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, vale a dire i Paesi in regola con il pagamento delle quote di associazione al BIE.

È stato evidenziato, in particolare, che buona parte delle condotte aggressive vengono consumate da detenuti con seri e gravi profili psicologici o, addirittura, psichiatrici, meritevoli di cure e trattamenti terapeutici. L’individuazione di tali sezioni non risponde a una logica di isolamento o punizione, ma ad un’attività trattamentale che miri ad agevolare, per i soggetti che vi sono assegnati, il ritorno al regime comune «aperto», e, nel contempo, a salvaguardare detto regime da attività negative di prevaricazioni e violenza. — Si fa riferimento ai contenuti di cui all’atto di sindacato ispettivo in esame, con il quale l’interrogante, partendo dalla constatazione dell’aumento delle aggressioni in danno agli appartenenti al Corpo nonché dei danneggiamenti ai beni dell’Amministrazione da parte dei detenuti, chiede di conoscere quali urgenti iniziative questa Amministrazione intenda porre in essere al fine di garantire la piena applicazione della disciplina vigente in ambito penitenziario, nonché di consentire l’utilizzo di sistemi di videoripresa e della cosiddetta body cam. Il 21 aprile 2020 il Comitato esecutivo del Bureau, composto da 12 rappresentanti permanenti, tra cui l’Italia, si è riunito per esaminare la richiesta pervenuta dal Governo emiratino. Il Comitato ha adottato una raccomandazione diretta all’Assemblea generale del BIE con la quale si accoglie la richiesta di rinvio avanzata dagli Emirati Arabi Uniti.

Ci sarebbe questo dietro all’aggressione avvenuta lunedì nel tardo pomeriggio in Riviera XX Settembre a Mestre. Quella che, inizialmente, sembrava una maxi rissa tra giovanissimi, con le indagini della polizia locale – che sono ancora in corso – si è rivelata, invece, costo giro in gondola una spedizione organizzata. Una vendetta a seguito di un precedente pestaggio, che risale a circa una settimana fa, quando un gruppo di ragazzi italiani aveva picchiato un giovane albanese in tram. Sono stati tutti denunciati i responsabili di due aggressioni avvenute in centro a Mestre nei mesi scorsi. Episodi che rientrano nel cosiddetto fenomeno delle baby gang che nelle ultime settimane era tornato a far discutere.

Nel solco normativo tracciato dal cosiddetto decreto-legge Semplificazione (decreto-legge, 14 dicembre 2018, n. 135, convertito con modificazioni dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12), si dovranno portare a compimento le riconversioni a uso penitenziario della ex caserma «Battisti» di Bagnoli e della ex caserma «Bixio» di Casale Monferrato, mentre è imminente il conferimento all’Amministrazione penitenziaria della caserma «Barbetti» di Grosseto e sono in corso gli studi di fattibilità per la riconversione della Caserma «Capozzi» di Bari. In via preliminare, si evidenzia che il Ministero, tramite il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel corso degli anni, ha emanato una serie di direttive volte ad assicurare il mantenimento della sicurezza all’interno degli istituti di pena e a prevenire il compimento di attività illecite. Ora alternativa alla religione cattolica, studenti discriminati per ritardo attività. Da parte sua, il Regno Unito ha deciso di offrire unilateralmente un livello di tutela dei diritti dei cittadini europei residenti nel Paese sino alla data di uscita sostanzialmente equivalente a quello assicurato dall’Accordo di recesso. A proposito, occorre segnalare che il nuovo Accordo di recesso del 17 ottobre 2019, poi entrato in vigore il primo febbraio 2020, non ha toccato le disposizioni sulla tutela dei diritti dei cittadini già presenti nel precedente Accordo concluso nel novembre 2018.

se il Ministro interrogato intenda valutare, urgentemente, la necessità di adottare iniziative per tornare alle due classi di concorso precedenti 14/C e 32/C, rendendo così imprescindibile la sicurezza degli studenti e dei docenti che deve essere al primo posto nell’azione del Ministero dell’istruzione. se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, abbia adottato o intenda adottare in merito e, in particolare, nei confronti dell’immigrato irregolare che si è macchiato di un reato così crudele ed efferato anche ai fini della sua immediata espulsione dal territorio nazionale. se, non intenda fornire chiarimenti in ordine alla questione segnalata in premessa e comunque se non ritenga opportuno adottare con urgenza un’iniziativa volta a prorogare il termine previsto dall’articolo 3 del decreto 27 maggio 2020 citato in premessa. alla luce delle considerazioni sopra svolte, se non ritenga più opportuno adottare iniziative, per quanto di competenza, affinché sia trasferito il suddetto detenuto in altra struttura carceraria ed in regime di detenzione di sicurezza più elevata, destinati specificatamente, ai reati quali quelli di cui Saber Hmidi è accusato.